Il valore delle relazioni, crescere nel gruppo dei coetanei

Quarta Lezione Corso Università Aperta

Nella quarta lezione del corso è stato affrontato il tema delle relazioni nel gruppo misto e il valore del gioco al nido.

Nella sezione mista il gruppo di amici viene percepito come risorsa possibile da cui attingere e dare aiuto, crea relazioni significative e arricchenti nel gioco.

Sia i piccoli, sia i medi che i grandi sono in grado di fare e spesso si organizzano in autonomia giochi e sperimentazioni dove ognuno si ritaglia il proprio ruolo e dà un apporto importante al gioco e alla conoscenza che ne deriva.

IL GIOCO AL NIDO

Ogni bambino e bambina gioca, da quando può e fino a quando può.

Il gioco ha molte funzioni nella vita di un bambino: soddisfa il desiderio di movimento e di azione, arricchisce la conoscenza gli permette di fare esperienza.

Giocando i bambini hanno occasione di osservare, di fare progetti, di provare,riformulare il progetto e riprovare, superare gli ostacoli, esprimere e risolvere tensioni interne, sviluppare l’immaginazione, conoscere la vita degli adulti e mettersi alla prova, imparare le regole della vita sociale.

L’obiettivo più alto del nido e della scuola è quello di far raggiungere a ciascun bambino il livello di prestazione massimo in rapporto alle sue possibilità

…..Noi certamente li orientiamo, vogliamo essere strumenti attivi e consapevoli; sappiamo di avere la responsabilità di costruire le condizioni di partenza e abbiamo tutte le intenzioni di prendercela.

Ci sforziamo di costruire un’impalcatura sufficientemente solida e sufficientemente elastica che sappia reggere e sostenere il lavoro che ciascuno di loro vuole e può fare.

In un certo senso, siamo quell’impalcatura e siamo anche quella cassetta degli attrezzi; abbiamo bisogno di scoprire e disporre tutta la gamma di attrezzi che servono ai bambini, ma pensiamo di dover lasciare loro la possibilità di scegliere come usarli e

combinarli,ciascuno con il proprio disegno. A noi spetta il compito di mantenere vivo il desiderio di usarli, quegli attrezzi, di proteggere quel disegno ancora inconsapevole, sapendo che non possiamo conoscerlo compiutamente, ma solo, a sprazzi, intuirlo.

Perché possiamo conoscere i bambini solo attraverso i nostri occhi e i nostri pensieri di adulti, e questa è la ragione principale per cui pensiamo di non poterli guidare, ma di doverli accompagnare, stando loro alle spalle.

“I tempi dell’infanzia” 2006 Dott.ssa Maurizia Gasparetto

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